rete italiana di solidarietà con le comunità di pace e in resistenza civile colombiane
ORIGINE DELLA COMUNITÁ

La Comunità nasce con  l’appoggio della Diocesi di Apartadò, dell’allora vescovo Isaía Cancino Duarte – poi assassinato a Cali nel 2002 e di alcune ONG. I campesinos definiscono  una strategia di neutralità nei confronti degli attori armati ( Paramilitari e Esercito nazionale, FARC) e nonviolenza che permetta loro di difendere le loro vite ed il loro  territorio. Il 23 marzo 1997 si firma pubblicamente la dichiarazione di Comunità di Pace. 

Le principali veredas (frazioni) che compongono la Comunità sono: il centro principale di San Josecito Lugar de dignidad, La Unión, Arenas,  La Esperanza, El Porvenir, Buenos Aires, La Cristalina, Mulatos, Resbalosa, Alto Bonito, Miramar, la Linda, Bellavista e la Gatinaja. In alcune di loro la Comunità ha promosso la creazione di zone umanitarie per la protezione della popolazione civile in occasione di aggressione come strumento di contrasto anche al desplazamiento (sfollamento forzato).

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CONFLITTO ARMATO NELLA ZONA

Lo scontro è principalmente tra insurgentes ( guerriglia delle FARC e ELN) e forze contrainsurgentes (Esercito e paramilitari).

Dalla metà degli anni Novanta, i paramilitari entrano nella Regione di Urabá utilizzando la strategia del terrore per assumere il controllo di San José de Apartadò.

L’omicidio dei principali líder comunitari della zona, causa il “desplazamiento forzado” dei suoi abitanti.

La Comunità nasce con l’appoggio della Diocesi di Apartadò, dell’allora vescovo Isaía Cancino Duarte – poi assassinato a Cali nel 2002 e di alcune ONG. I campesinos definiscono una strategia di neutralità nei confronti degli attori armati ( Paramilitari e Esercito nazionale, FARC) e nonviolenza che permetta loro di difendere le loro vite ed il loro territorio. Il 23 marzo 1997 si firma pubblicamente la dichiarazione di Comunità di Pace.  

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IMPEGNI, PRINCIPI E ORGANIZZAZIONE

impegni. Gli impegni assunti dai membri della Comunità di Pace sono:

  • non partecipare alla guerra in modo diretto o indiretto;
  • non portare né detenere armi, né munizioni o esplosivi;
  • astenersi dal dare appoggio alle parti in conflitto;
  • non chiedere aiuto agli armati per risolvere problemi personali o familiari;
  • non manipolare né dare informazioni a nessuna delle parti;
  • impegnarsi a partecipare ai lavori comunitari e a non accettare l’ingiustizia e l’impunità rispetto a quanto succede.

Questi impegni sono scritti in grandi cartelli posti, oltre che nei terreni comunitari (luoghi di lavoro), all’entrata e all’uscita di ciascuno dei nuclei abitati che formano la Comunità di Pace. La comunità ha deciso in maniera democratica di vietare il consumo e la vendita di alcol, dato che i litigi generati da persone ubriache, possono rappresentare un pretesto per l’intervento degli attori armati.

Principi:  Libertà, dialogo trasparente, rispetto della pluralità, solidarietà, resistenza e giustizia.

Organizzazione: La struttura organizzativa consta di tre componenti basilari

  • Consiglio interno: è la massima autorità della comunità dopo l’Assemblea Generale
  • Comitati: formazione, comunicazione, sport, economia, diritti umani.
  • Gruppi di lavoro: sono il motore fondamentale della strategia economica della comunità e rappresentano un meccanismo pratico per la riflessione e per le decisioni di interesse collettivo.
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TAPPE STORICHE

1996: Operazioni militari e paramilitrai provocano il desplazamiento della popolazione delle varie frazioni verso San José ed altre zone. Nella zona limitrofa tra Cordoba e Urabà si compiono mattanze dei líderes  de Acción Comunal, per nascondere e tacitare la realtà della situazione. Nel settembre del 1996,membri dell’esercito e paramilitari, compiono uno dei massacri più cruenti  in San Josè uccidendo alcuni líderes.   

1997: Dopo la dichiarazione di Comunità di Pace, è iniziato lo sfollamento massiccio dalle varie frazioni a cusa dei bombardamenti dell’esercito e azioni congiunte con i  paramilitari. Nel centro urbano di San José si decide il pocesso di resistenza e di costruzione della pace .

      La zona è stata per lungo tempo sotto il controllo delle FARC che cercavano  di dare servizi di base alla popolazione vista la completa assenza del Goveno. In seguito  nasce la  UP (Union Patriotica), partito che cercava un dialogo di pace con il Governo e che trovò molte adesioni soprattutto nelle zone rurali, ottenendo molti sindaci ed amministratori. La UP fu sterminata capillarmente dai paramilitari e dall’esercito.

1998 – Si realizza il “Ritorno” a La Union della popolazione deplazada nel 1996. Un obiettivo importante per riaffermare il diritto alla terra e alla vita

1999 – Si moltiplicano le aggressioni e gli omicidi selettivi sia a San José che nelle varie frazioni. Si rende indispensabile organizzare la Comunità.

2000, 8 luglio– Massacro a La Union, Furono massacrati dai paramilitari 6 líderes campesinos, della comunità, mentre un elicottero della XVII Brigata sorvolava la zona.

Tra il 1999 e 2000 inizia l’esperienza dell’accompagnamento sporadico da parte di organiizzazioni  internazionali. Nel tempo l’accompagnamento  si trasforma in permamente

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