rete italiana di solidarietà con le comunità di pace e in resistenza civile colombiane
URRACA PARLANCHINA

UrracaIl nome scelto non è casuale, l'Urraca è un uccello che abita in Centro e Sud America, dove si localizzano le 32 specie che esistono nel continente.

Questo uccello, della famiglia dei corvi, con piume colorate e vistose a seconda della specie, mostra un importante sviluppo di sistemi sociali cooperativi. Infatti l’unità sociale non è la famiglia bensì il branco. Quando avvertono un possibile nemico o pericolo i gruppi di “Urracas” emettono forti suoni acuti, alzandosi in volo e spostandosi velocemente da un luogo all’ altro, cercando di allontanare ilnemico o anche chiedendo aiuto, comunque si fanno sentire!

Con il Bollettino Urraca Parlanchina, vogliamo condividere le principali notizie che ci giungono sulla Colombia, iriassunte in italiano, con speciale riguardo alle Comunità di Pace e in Resistenza Civile che stiamo accompagnando.

Il bollettino prevede tre sezioni: Notizie “riguardo lo stato Colombiano”; notizie riguardo “la popolazione nel colflitto” e notizie che “Interessano a noi”, sostenitori dei processi di pace.

Tutte le notizie sono accompagnate dal link per chi vuole leggere la notizia completa in lingua spagnola. È possibile scaricare la versione mensile del bollettino informativo in formato pdf.

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NOTIZIE

Juan Manuel Santos prenderà possesso il prossimo 7  agosto come uno dei  Presidenti più potenti nella storia del paese. Non soltanto a ragione dei 9 milioni di voti, la votazione in proporzione la più alta nella storia recente della Colombia ,ma per la grandezza della coalizione che l’accompagna .
Fonte : 
Cristina Vélez Vieira , 21 giugno


Grazie all’Accordo di Unità nazionale,  Santos ha trascinato sul suo carro Cambio Radical e i   liberali,  e questo gli dà un controllo  quasi  totale del Congresso, molto più grande di quello che aveva  Uribe. Inoltre  avrà un peso  maggioritario  nel potere locale. Se a ciò si aggiunge la vicinanza di Santos con i media nazionali  e gli imprenditori, incomincia il suo mandato come un presidente superpotente . Vi sono  quattro anni per vedere come amministra questo potere e  se riesce a mantenere  tutti i suoi attuali alleati  come in “luna di miele “.
http://www.lasillavacia.com/historia/16065

 


A proposito della «Operación Europa»: la UE deve recepire le carte  relative alla questione

Da parte di  Lourdes Castro - http://www.gruposur.eu.org/La-Union-Europea-debe-asumir.html

23 Giugno – Con gli auspici della vicepresidente  del Parlamento Europeo, Isabelle Dunant,  porto a termine a Bruxelles la conferenza stampa riguardante “la operación Europa”, nome con il quale il dipartimento della Sicurezza della Colombia ha battezzato i lavori di spionaggio realizzati in questo continente contro le  organizzazioni dei diritti umani e della  cooperazione, nonché delle persone ad esse legate. Il proposito fondamentale della missione di intelligence dell’ organismo di sicurezza colombiano, era quello di screditare il lavoro che realizzano queste organizzazioni e le persone al fine di neutralizzare il loro lavoro di fronte alle istituzioni europee e alle organizzazioni internazionali dei diritti umani.

Nonostante che tali attività di spionaggio si siano realizzate nel territorio europeo e che addirittura siano state dirette contro organizzazioni e cittadini europei , nessuna delle sue istituzioni si è pronunciata pubblicamente. Quello che è peggio è che la Commissione Europea si impegna a continuare nella pratica per l’approvazione dell’Accordo commerciale tra l’Unione Europea e la Colombia che contiene una clausola democratica. La domanda che sorge allora è: la UE lo considera  un esercizio democratico il fatto che paesi terzi realizzino lavori di spionaggio sul suo territorio , colpendo perfino i diritti dei suoi cittadini?

     E’ evidente che la UE deve recepire le carte relative alla questione  se non vuole compromettere la propria credibilità. Alla UE  la parola!

 


Gli Stati Uniti  declassano gli archivi sulle sparizioni avvenute nel Palazzo di Giustizia di Bogotà

Fonte:  Red Juvenil Medellin    - Venerdì , 18 giugno  2010

Secondo i documenti , Plazas Vega uccise un numero di appartenenti al gruppo M-19 “,  collaboratori sospetti  fuori del combattimento , compresi i lavoratori della caffetteria del Palazzo” .

L’Archivio Nazionale di Sicurezza degli Stati Uniti ha diffuso questo venerdì documenti sopra la sparizione di 10 civili, avvenuta il 1985 nel Palazzo di Giustizia di Bogotà; tra i documenti c’è un telegramma relativo alle  operazioni compiute dai soldati sotto il comando del colonnello Alfonso Plazas che questa settimana è stato condannato a 30 anni di prigione .

http://www.redcolombia.org/index.php?option=com_content&task=view&id=925&Itemid=34

 


VI INFORME DE LA DELEGACIÓN ASTURIANA DE VERIFICACIÓN DE LA SITUACIÓN DE LOS DERECHOS HUMANOS EN COLOMBIA  2010

Descargar completo—http://www.pachakuti.org/textos/hemeroteca/2010_1/VI-Informe-Colombia-2010-Castellano.pdf

 

CARTA ABIERTA AL PRESIDENTE URIBE VÉLEZ DE IVÁN CEPEDA CASTRO

Bogotá D.C., 28 de junio de 2010. Señor Álvaro Uribe Vélez Presidente de la República de Colombia Ciudad Señor Presidente de la República: A raíz de la sentencia de la Corte Interamericana de Derechos Humanos en el caso Manuel Cepeda vs. Colombia, usted formuló la semana pasada una declaración que presentó ante la opinión pública como una petición de perdón. Los términos y el espíritu en que se pronunció, nos llevan a considerar que dicha declaración es inaceptable. Su solicitud se constituye en un nuevo agravio para las víctimas y desconoce los términos de la sentencia del tribunal interamericano.

Leer completo en: http://www.justiciaypazcolombia.com/CARTA-ABIERTA-AL-PRESIDENTE-URIBE


Il 26 maggio è stato presentato a Londra il rapporto annuale 2010 di Amnesty International sulla  Colombia.

L’Agenzia di stampa EFE in un comunicato ne riassume i contenuti.

Secondo i dati di AI gli omicidi perpetrati dalle forze di sicurezza sono diminuiti nel 2009 ma sono aumentati gli sfollamenti forzati della popolazione civile a causa del conflitto armato, che continua ad avere conseguenze “devastanti” proprio per la popolazione civile.

Tutti i gruppi armati coinvolti nel conflitto – forze di sicurezza nazionali, paramilitari e gruppi guerriglieri – si sono resi responsabili di abusi e violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

AI denuncia sfollamenti forzati, omicidi di civili, stupri e violenze contro le donne, sequestri, reclutamenti obbligatori di minorenni e attacchi indiscriminati contro la popolazione civile.

Si registrano almeno 114 omicidi tra la popolazione indigena, 8 tra gli attivisti e le attiviste per i diritti umani, 39 tra i/le sindacalisti/e, 286.000 persone sono state cacciate con la forza dalle loro terre, facendo così aumentare le liste degli sfollati interni, i sequestri sono stati 213 a opera di bande di delinquenti ma anche della guerriglia.

Nel 2009 sono aumentati gli omicidi di persone appartenenti ai gruppi sociali più emarginati e alla popolazione indigena, così come sono aumentate le minacce contro gli/le attivisti/e per i diritti umani.

È aumentata fortemente anche la violenza nelle grandi città, sia a causa del conflitto armato sia per delitti relazionati con il narcotraffico e con la cosiddetta “pulizia sociale”. Secondo dati del Centro de Investigacion y Educacion Popular, infatti, gli omicidi di persone appartenenti a gruppi sociali emarginati perpetrati dai paramilitari sono più che raddoppiati, aumentando da 84 nel 2008 a 184 nel 2009. Inoltre a dispetto delle affermazioni del governo, che sostiene che i gruppi paramilitari abbiano deposto le armi a seguito dell’accordo del 2006, questi gruppi continuano ad operare soprattutto contro difensori/e dei diritti umani e leaders comunitari/e.

AI accusa anche la guerriglia delle FARC di uccidere civili, reclutare bambini e bambine tra le sue fila e utilizzare mine antipersona che hanno causato la morte di 111 persone, tra civili e membri delle forze di sicurezza.

Unico dato positivo evidenziato da AI è il lavoro condotto dalla Corte Suprema di Giustizia sul cosiddetto scandalo della “parapolitica” che ha portato finora ad indagare 80 membri del Parlamento, la maggioranza dei quali appartenenti alla coalizione di governo, per presunti vincoli con il paramilitarismo.

Infine AI sottolinea che sono aumentate le tensioni tra il governo colombiano e i governi di vari paesi vicini, in particolare con il Venezuela, in seguito all’ accordo militare che consente agli Stati Uniti l’uso di 7 basi militari sul territorio colombiano.

 

 

 
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