rete italiana di solidarietà con le comunità di pace e in resistenza civile colombiane
URRACA PARLANCHINA

UrracaIl nome scelto non è casuale, l'Urraca è un uccello che abita in Centro e Sud America, dove si localizzano le 32 specie che esistono nel continente.

Questo uccello, della famiglia dei corvi, con piume colorate e vistose a seconda della specie, mostra un importante sviluppo di sistemi sociali cooperativi. Infatti l’unità sociale non è la famiglia bensì il branco. Quando avvertono un possibile nemico o pericolo i gruppi di “Urracas” emettono forti suoni acuti, alzandosi in volo e spostandosi velocemente da un luogo all’ altro, cercando di allontanare ilnemico o anche chiedendo aiuto, comunque si fanno sentire!

Con il Bollettino Urraca Parlanchina, vogliamo condividere le principali notizie che ci giungono sulla Colombia, iriassunte in italiano, con speciale riguardo alle Comunità di Pace e in Resistenza Civile che stiamo accompagnando.

Il bollettino prevede tre sezioni: Notizie “riguardo lo stato Colombiano”; notizie riguardo “la popolazione nel colflitto” e notizie che “Interessano a noi”, sostenitori dei processi di pace.

Tutte le notizie sono accompagnate dal link per chi vuole leggere la notizia completa in lingua spagnola. È possibile scaricare la versione mensile del bollettino informativo in formato pdf.

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NOTIZIE

Lettera aperta al Presidente de la Colombia

Juan Manuel Santos

e alle autorità governative responsabili di velare per i diritti umani

                                                                                                           Narni, 23 agosto 2010                         

 Ecc.mo  Signor Presidente

 La Rete Italiana di Solidarietà confermando la sua convinzione che  “il conflitto sociale, politico, armato può essere superato  soltanto  con pratiche nonviolente come risposta alla guerra e allo sfollamento forzato”, esprime la sua profonda preoccupazione per la sicurezza di tutti i membri delle Comunità […] che accompagna, come inseguito espresso:

 1)     Comunità di Pace di San José de Apartadó e i suoi accompagnatori, dovuta alla violenza che si  manifesta nelle costanti minacce provenienti dai differenti attori armati.

In quanto alcuni autori del massacro del 21 febbraio del 2005 siano stati processati e grazie alle confessioni di alcuni di essi si siano dimostrate vere le denunce della comunità relative alle violazioni compiute da parte di membri delle Forze armate statali della Brigata XVII, in data odierna non risulta alcun condannato. Continuano però le minacce contro la popolazione e la maggior parte delle investigazioni aperte dalla giustizia sono ancora in attesa di essere giudicate; è chiaro che  ciò rende sempre più vulnerabili i membri di questa comunità.  

Un problema fondamentale è la postazione di polizia nel  territorio urbano  di San José de Apartadó, che in caso di scontri bellici  sottopone ad  alto rischio la popolazione . […]

La Rete desidera informare il nuovo Governo  che ad oggi il p. Javier Giraldo ha inoltrato ben 18 Diritti di Petizione  al ex-presidente Dr. Alvaro Uribe Vélez, senza aver ottenuto alcuna risposta; […]

E’ indispensabile far notare che attualmente il governo , tramite l’impresa  URRA S.A. E.S.P., legata al Ministero delle  Miniere e dell’ Energia, è coinvolto nello sviluppo del progetto Urrá II […],  La realizzazione di tale progetto sta imponendo  lo sfollamento del territorio ai contadini, che si vedranno costretti a lasciare le loro terre,  come ha sollecitato il 9 febbraio 2009  il dirigente tecnico ambientale dell’impresa URRA, Sr. Piedrahita León, nella lettera inviata  a coloro che abitano il territorio. […]

Infine evidenziamo le denunce della Comunità  sui censimenti incostituzionali che le forze armate operano nei posti di blocco presenti nella zona.

 

2) Le comunità indígene e contadine del Cauca e gli accompagnatori della  Asociación Cabildos Indigenas del Norte del Cauca - ACIN.

 

Preoccupa il fatto che i "resguardi" indigeni sono colpiti da un’acutizzazione del conflitto, dovuta ad una crescente militarizzazione del territorio, che comporta il coinvolgimento forzato in esso , e ciò avviene contro quanto stabilito dal Diritto Internazionale Umanitario. […]

Inoltre che le comunità vengano spogliate delle loro terre a causa degli interessi che imprese nazionali e transnazionali  pongono sulle loro risorse naturali, idriche, minerarie, dando vita così a conflitti che violano sotto il profilo costituzionale il diritto al territorio […].

Un aspetto rilevante e  grave, per le sue implicazioni, è l’uso costante di fumigazioni realizzato con il permesso delle  autorità governative, uso che colpisce il sistema di sicurezza alimentare e di salute proprio dei popoli indigeni.[…]

3)  Le comunità afrodiscendenti di Cavida del Chocó.

In particolare la situazione che stanno vivendo nel territorio  di Jiguamiandó nell’ Urabá, dovuta alle attività minerarie che il progetto Mandé Norte sta sviluppando; con  esso si impone  lo sfruttamento di giacimenti di oro, di rame, di molibdeno e di altri minerali,  generando così conflitti di interesse con le comunità indigene e afrodiscendenti che tradizionalmente hanno abitato questi territori ,  disconoscendo le norme legali  che obbligano che queste forme  di attività siano concordate  con le popolazioni locali.[…]

4) I difensori e le difensore dei diritti umani in Colombia.

[…] I dati statistici provenienti dal Sistema di Informazione  sulle violazioni ai Diritti Umani –SIADDHH-  evidenzia il fatto che durante l’anno 2009 , 174 persone, che si occupavano della difesa dei diritti fondamentali della popolazione in Colombia, hanno sofferto di molestie e di persecuzione,  violando così il legittimo diritto delle vittime alla Giustizia. alla Verità, alla Riparazione, affinché la Colombia  possa pervenire agli standard dei Diritti Umani Internazionali.

 

5)  le minacce rivolte alla Corte Suprema di Giustizia- CSJ-  che  mettono a rischio la reale  possibilità di una democrazia nella quale la verità, la giustizia e la riparazione possano essere realmente praticabili. […]

 Data l’estrema gravità delle violazioni succitate ,nel confermare il suo appoggio e la sua solidarietà alle vittime della violenza politica presente in  Colombia, cioè alle comunità indigene, contadine e afrodiscendenti che con coraggio e saggezza hanno deciso di non permettere di essere coinvolte nella guerra , e a tutti i difensori che cercano di costruire dinamiche  di coscienza sociale e partecipativa rispettose della vita e della dignità umana ,  la Rete

 invita cortesemente  il  Presidente Dr. Juan Manuel Santos

 a porre in atto  il Suo prestigio affinché vengano attuati  tutti i Trattati Internazionali riguardante i Diritti Umani , e inizi  una nuova tappa di dialogo con la popolazione civile, con le sue comunità e le sue organizzazioni ; così lo Stato potrà dimostrare la volontà di esercitare il suo compito di proteggere l’identità etnica, culturale, sociale ed economica di tutta la popolazione colombiana.

 Nell’attesa di una Sua pronta risposta  a queste preoccupazioni , la Rete resta a Sua disposizione al fine di partecipare e appoggiare qualsiasi opportunità di dialogo.

 Cordiali saluti .

Il presidente della Rete Italiana Colombia Vive!

 
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